Nuova legge per le PMI: reti d’impresa e accesso al credito – RLF Express 13-2026

Incentivi fiscali per le reti d’impresa, riforma dei confidi e ampliamento dell’uso delle cartolarizzazioni

Con l’approvazione definitiva del Senato del 4 marzo 2026, il disegno di legge annuale per la tutela e lo sviluppo delle micro, piccole e medie imprese (A.S. 1484-B), adottato in attuazione dell’art. 18 della legge n. 180/2011, introduce un insieme di misure volte a rafforzare la competitività del sistema produttivo nazionale, intervenendo su alcuni snodi strutturali dell’ecosistema delle PMI: cooperazione tra imprese, accesso al credito e valorizzazione degli attivi aziendali.

Tra le disposizioni di maggiore rilievo si segnala la reintroduzione del regime di sospensione d’imposta sugli utili destinati ai contratti di rete, ovvero quegli accordi di collaborazione che permettono a due o più imprese di aggregarsi per accrescere competitività e innovazione, mantenendo però la propria autonomia giuridica. In questo contesto, le aziende collaborano scambiando know-how, servizi o esercitando attività comuni, senza vincoli di forma, settore o territorio.

La misura si inserisce nel quadro normativo dell’art. 3, comma 4-ter, del d.l. n. 5/2009, che disciplina il contratto di rete come strumento di cooperazione finalizzato all’accrescimento della capacità innovativa e competitiva delle imprese partecipanti.

Per il triennio 2026-2028, la quota di utili d’esercizio accantonata in una specifica riserva e destinata al fondo patrimoniale comune della rete, ovvero al patrimonio destinato alla realizzazione del programma comune, non concorrerà alla formazione del reddito imponibile. Il beneficio è subordinato alla destinazione degli utili agli investimenti previsti dal programma di rete entro l’esercizio successivo e al mantenimento dell’adesione al contratto. L’importo agevolabile è limitato a un milione di euro annui per impresa, entro un tetto complessivo di 15 milioni di euro per ciascun periodo d’imposta.

Sul piano dell’accesso al credito, la legge prevede inoltre una delega al Governo per il riordino della disciplina dei confidi, finalizzata a rafforzarne il ruolo nel sostegno finanziario alle PMI. Tra i criteri direttivi figurano la revisione dei requisiti di iscrizione all’albo degli intermediari finanziari ex art. 106 TUB, l’ampliamento delle attività esercitabili – con particolare riguardo ai servizi di consulenza alle imprese – e la promozione di processi di aggregazione e integrazione interconsortile.

Ulteriori innovazioni riguardano la disciplina delle cartolarizzazioni. Di fatto, attraverso modifiche alla legge n. 130/1999, viene ampliata la gamma degli attivi destinabili al patrimonio segregato, includendo non solo i crediti ma anche i beni e i diritti ad essi collegati, compresi i prodotti derivanti dalla loro trasformazione. La misura consente di valorizzare finanziariamente anche il magazzino in lavorazione o in trasformazione, favorendo operazioni di de-stocking e ampliando l’accesso delle PMI a strumenti di finanza strutturata.

Nel complesso, il provvedimento conferma una strategia di politica industriale che combina incentivi fiscali, interventi regolatori e strumenti finanziari, con l’obiettivo di rafforzare la capacità competitiva e organizzativa delle imprese di minori dimensioni.

Inviaci una richiesta e sarai contatto da un nostro legale

    Ho letto l'informativa sulla privacy e accetto le condizioni - Privacy Policy