L’acquisizione delle prove elettroniche nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia: prime applicazioni dell’E-evidence package – RLF Express 9-2026

1. INTRODUZIONE

Il processo di pervasiva digitalizzazione delle attività sociali ed economiche ha inciso in modo significativo anche sulle modalità di commissione e repressione dei reati, determinando una progressiva centralità della prova elettronica nel procedimento penale. Comunicazioni telematiche, dati di traffico e di localizzazione, informazioni archiviate su infrastrutture cloud e metadati costituiscono oggi elementi probatori di primaria rilevanza, la cui acquisizione pone complesse questioni giuridiche, in particolare nei casi caratterizzati da profili di transnazionalità.

In tale contesto si inserisce l’E-Evidence Package, adottato dall’Unione europea con la finalità di rafforzare l’effettività della cooperazione giudiziaria in materia penale all’interno dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia (SLSG), assicurando nel contempo un adeguato livello di protezione dei diritti fondamentali. Il presente contributo si propone di analizzare le finalità del nuovo quadro normativo e di soffermarsi sui primi profili applicativi emersi, evidenziandone le principali implicazioni sistematiche.

2. IL CONTESTO NORMATIVO PREVIGENTE E LE SUE CRITICITÀ

Prima dell’adozione dell’E-Evidence Package, l’acquisizione transfrontaliera delle prove elettroniche avveniva prevalentemente mediante strumenti tradizionali di cooperazione giudiziaria, quali le rogatorie internazionali ovvero, in ambito unionale, l’Ordine europeo di indagine (OEI). Tali meccanismi, sebbene improntati al rispetto del principio di sovranità statale e delle garanzie procedurali nazionali, si sono rivelati spesso inadeguati rispetto alle esigenze di tempestività proprie dell’investigazione digitale, caratterizzata dall’elevata volatilità dei dati.

Ulteriori criticità derivavano dalla posizione dei prestatori di servizi digitali, frequentemente stabiliti o aventi sede legale in Stati diversi da quello dell’autorità procedente, con conseguenti incertezze in ordine alla giurisdizione competente, alla legge applicabile e alla sussistenza di obblighi giuridicamente vincolanti di cooperazione.

3.  STRUTTURA E CONTENUTO DELL’E-EVIDENCE PACKAGE

L’E-Evidence Package si articola essenzialmente in due atti normativi:

  • il Regolamento (UE) 2023/1543, relativo agli ordini europei di produzione e conservazione delle prove elettroniche;
  • la Direttiva (UE) 2023/1544, concernente la designazione dei rappresentanti legali dei prestatori di servizi che offrono servizi nell’Unione.

Il Regolamento introduce due nuovi strumenti giuridici:

  • l’Ordine europeo di produzione (European Production Order), mediante il quale un’autorità giudiziaria di uno Stato membro può intimare direttamente a un prestatore di servizi stabilito o operante in un altro Stato membro la trasmissione di determinate categorie di dati;
  • l’Ordine europeo di conservazione (European Preservation Order), volto a garantire l’integrità dei dati, impedendone la cancellazione o l’alterazione in attesa della loro acquisizione.

Elemento di particolare innovatività è rappresentato dall’instaurazione di un rapporto diretto tra autorità giudiziaria e

prestatore di servizi, che riduce l’intermediazione delle autorità statali dello Stato di esecuzione e consente una significativa accelerazione dei tempi di accesso alla prova.

4.  LE PRIME APPLICAZIONI E LE CRITICITÀ OPERATIVE

Le prime fasi di implementazione dell’E-Evidence Package segnalano un mutamento rilevante del paradigma della cooperazione giudiziaria penale europea. In particolare, l’efficienza dell’azione investigativa risulta rafforzata nei procedimenti concernenti la criminalità informatica, il terrorismo e le forme di criminalità organizzata a dimensione transnazionale.

Permangono, tuttavia, numerosi profili problematici. In particolare:

  • si pongono interrogativi in ordine alla compatibilità del nuovo modello con i principi di territorialità e di sovranità statale;
  • la tutela dei diritti fondamentali dell’indagato e dei terzi, segnatamente il diritto alla protezione dei dati personali e il diritto a un equo processo, impone un delicato bilanciamento con le esigenze di efficacia investigativa;
  • i prestatori di servizi sono investiti di un ruolo di collaborazione para-giurisdizionale, suscettibile di generare conflitti normativi, soprattutto in presenza di obblighi contrastanti derivanti da ordinamenti extra-UE.

L’E-EVIDENCE PACKAGE E LA SALVAGUARDIA DEI DIRITTI FONDAMENTALI

Il legislatore dell’Unione ha tentato di attenuare tali criticità mediante l’introduzione di specifiche garanzie procedurali, tra cui:

  • la tipizzazione e la limitazione delle categorie di dati accessibili;
  • il necessario controllo da parte di un’autorità giudiziaria o equivalente nello Stato di emissione;
  • meccanismi di informazione e di possibile intervento dello Stato di esecuzione in ipotesi eccezionali, in particolare quando siano coinvolti interessi fondamentali.

Resta tuttavia aperto il dibattito dottrinale e giurisprudenziale circa l’effettiva idoneità di tali strumenti a garantire un livello di tutela dei diritti fondamentali equivalente a quello assicurato dalle tradizionali forme di cooperazione giudiziaria.

6.  CONCLUSIONI

L’E-Evidence Package costituisce una tappa significativa nel processo di integrazione giudiziaria europea, rappresentando un tentativo di adeguamento del diritto penale dell’Unione alle trasformazioni imposte dalla società digitale. Le prime applicazioni delineano un sistema potenzialmente più rapido ed efficiente, ma ancora in fase di consolidamento.

L’effettivo successo del nuovo assetto normativo dipenderà, da un lato, dalla capacità degli Stati membri di darvi attuazione in modo coerente e uniforme e, dall’altro, dal ruolo della giurisprudenza nazionale ed europea nel definire i confini tra esigenze di efficienza investigativa e tutela dei diritti fondamentali. In tale prospettiva, l’E-Evidence Package si configura come un banco di prova cruciale per l’evoluzione futura dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia.

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